CAPO SAN MARTINO

luogo: Lugano, Svizzera
superficie edificata: 12’493 mq
data: in progress

riconoscimenti:
architetto: Mino Caggiula
capo progettazione: Thomas Giuliani
team : Nicolò Petrucci

L’obiettivo del progetto è la rigenerazione del promontorio di Capo San Martino come restituzione di un luogo alla collettività, attraverso un dialogo tra paesaggio, storia e architettura. Affacciato sul Lago del Ceresio, il sito, modellato da una frana post-glaciale circa 15.000 anni fa, ha conosciuto ruoli diversi: tra XV e XVIII secolo la Forca di San Martino, poi sede di una fornace per la produzione di calce, che modificò la morfologia dello sperone roccioso creando l’attuale dirupo verticale. La villa a monte fu successivamente trasformata in ristorante e luogo di intrattenimento, fino all’abbandono del promontorio.

Il progetto interpreta questa storia come opportunità di rigenerazione sostenibile, individuando nella funzione alberghiera la possibilità di riattivare il sito. La forma dell’intervento segue l’impronta dello sperone, traducendosi in geometrie sinuose e morbide ispirate alla linea di costa, al paesaggio e ai percorsi storici. Un ruolo centrale è affidato al recupero della memoria industriale: i resti delle fondazioni dell’antica fornace, inghiottiti negli anni ottanta dall’edificio esistente sulla riva lago, vengono riportati alla luce e valorizzati come parte integrante del nuovo sistema paesaggistico e architettonico. Il progetto è dunque conseguenza e soluzione formale dell’antropizzazione del luogo in continua evoluzione.

Il progetto si articola in un volume scalare. Dal livello della futura pista ciclabile, progettata in modo da utilizzare l’abbandonato tunnel ferroviario ottocentesto mai utilizzato, che ne trapassa il grembo del promontuorio, percorsi pedonali che collegano la riva, la villa storica. Due principali aree verdi organizzano il sito: un parco a lago, che riattiva le sponde e valorizza i resti delle fornaci storiche, e un nuovo parco lineare in copertura della nuova funzione alberghiera, che consente di circumnavigare il promontorio tramite un nuovo percorso escursionistico capace di connettersi al nuovo percorso ciclopedonale.

La villa storica, liberata dalle aggiunte novecentesche, ospita reception, lounge, suite e ristorante con centro conferenze. Il nuovo volume alberghiero sul versante nord accoglie la maggior parte delle camere, con terrazze verdi integrate che armonizzano l’edificio nel paesaggio.

Capo San Martino si configura così come un sistema aperto e permeabile: un nuovo paesaggio abitato, dove percorsi, architetture e natura dialogano, restituendo al promontorio un’identità attiva e riconoscibile sul Ceresio.